UNITA’ OPERATIVA DI SORVEGLIANZA PRENATALE

Dirigente: Dott. Giancarlo Giraldi

  Questa Unità ha come finalità la sorveglianza del benessere materno-fetale:

 Dopo la 40° settimana di gestazione

 Quando emergono motivi di rischio, materno o fetale, dopo la 36° settimana di gestazione

 Il servizio e' completamente gratuito per la paziente, che accede ad esso attraverso una richiesta del Servizio Sanitario Nazionale. Il primo controllo può essere effettuato senza appuntamento, dato che il servizio è in funzione tutte le mattine dalle ore 7.30 in poi negli ambulatori dell'Ospedale. Gli appuntamenti successivi vengono fissati di volta in volta dal ginecologo che visita la paziente, fino al momento del parto.

Obiettivo del servizio e' di sorvegliare le condizioni materne e fetali nelle due situazioni sopra indicate, in genere gravate da maggiori problemi, sia clinici che psicologici, senza ricoverare la paziente in Ospedale. Il ricovero ospedaliero diventerà opportuno:

 Nel caso in cui alcuni dei parametri osservati diventano meno rassicuranti

 Nel caso in cui e' necessario eseguire accertamenti o terapie non realizzabili in ambulatorio

 Nel caso in cui si rende necessario stimolare il travaglio

Quando la gravidanza evolve in maniera fisiologica (gravidanza a basso rischio) e' assai comune che la paziente partorisca dopo la 40° settimana di gestazione. (Vedi Durata della Gravidanza) Circa il 40% delle gravide raggiungono la 40° settimana senza avere ancora partorito. Partorire dopo la 40° settimana non costituisce quindi un fatto patologico; una gravidanza viene considerata "oltre termine" dopo la fine della 42° settimana di gestazione. Tutto ciò e' indipendente dalla parità: nella nostra casistica le primigravide che partoriscono dopo la 40° settimana sono il 57% e le pluripare il 43%.

Mediamente ogni gravida che viene presa in carico dal Servizio di Sorveglianza Prenatale esegue 2 controlli prima di mettersi in travaglio e partorire. La maggior parte di queste gestanti partorisce prima di essere arrivata a 42 settimane. Solo il 15% di esse, superata la 42° settimana, viene ricoverata e stimolata con dei farmaci per indurre il travaglio. In genere per stimolare l'inizio delle contrazioni viene utilizzato un gel per via vaginale; in un numero ristretto di casi vengono utilizzati dei farmaci in flebo. 

Il Servizio si prende cura anche delle gravidanze "a rischio" a partire dalla 36° settimana, nei casi di:

Ipertensione, Diabete, Epatosi, Minaccia di parto prematuro, Ridotto accrescimento intrauterino, Oligoamnios, Pregresso Taglio Cesareo (per le gravide che desiderano fare un travaglio di prova).

Il protocollo di sorveglianza, sia per le gravide a "basso rischio" che per quelle "a rischio" prevede:

 La visita ginecologica: consente di valutare le modificazioni progressive del collo dell'utero.

 Il monitoraggio cardiotocografico: permette di valutare le condizioni di ossigenazione fetale.

 La valutazione ecografica della quantità del liquido amniotico, che generalmente tende a ridursi.

 La stima ecografica del peso fetale (nei casi sospetti di accrescimento fetale ridotto o eccessivo)

  L'intervallo fra i vari controlli viene stabilita di volta in volta dal ginecologo in base all'epoca gestazionale ed al rischio materno-fetale.


Non ci illudiamo di aver applicato il protocollo "ideale" di sorveglianza o di aver ridotto a zero il rischio materno-fetale : siamo consapevoli dei limiti di questa metodica e della impossibilità di prevedere ogni possibile problema, soprattutto quando si tratta di fatti patologici acuti ed improvvisi. Riteniamo però, dopo circa 10 anni di esperienza fatta con questo protocollo, che le pazienti seguite dal nostro Servizio si possano sentire adeguatamente protette e sostenute psicologicamente in una fase finale della gestazione in cui e' frequente sentirsi stanche e scoraggiate.

                                                                                              Il Dirigente della Unità Operativa

                                                                                                          Dott. Giancarlo Giraldi


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