L'analgesia epidurale
Il Servizio di Anestesia di questo Ospedale da circa 15 anni offre l'opportunità alla maggior parte delle gestanti che ne facciano richiesta, di poter usufruire di un trattamento antalgico (riduzione o abolizione del dolore) durante il travaglio e l'espletamento del parto. Si fa presente che in questo Ospedale non esiste un Servizio autonomo di analgo-anestesia ostetrica e che queste prestazioni extra sono fornite, con impegno e non pochi sacrifici, dagli anestesisti in normale servizio e nei limiti a loro consentiti dagli impegni contingenti. Puo' quindi accadere che la richiesta della paziente non possa essere sempre soddisfatta in quanto gli anestesisti possono trovarsi impegnati, al momento, in prestazioni piu' urgenti ed improcrastinabili. Inoltre la decisione sui tempi e sulla fattibilità della procedura analgesica spetta, al momento del travaglio, al ginecologo ed all'anestesista responsabili, in quel momento, del Servizio, i quali devono valutare, caso per caso, la situazione materna e fetale, prima di procedere alla attuazione della analgesia, nello spirito di una assistenza al travaglio e al parto che tenga conto, innanzi tutto, della salute della partoriente e del nascituro.
La metodica analgesica che viene da noi applicata per abolire il dolore nel travaglio e nel parto, in accordo con quelle che sono le linee guida e gli orientamenti della quasi totalita' dei centri ostetrici italiani e stranieri, e' il blocco epidurale continuo. Tale procedura, come accade per tutte le prestazioni mediche, non e' esente da fallimenti, controindicazioni e complicanze; inoltre puo' comportare delle modificazioni nell'andamento del travaglio.
I casi di fallimento della analgesia più frequentemente descritti in letteratura e verificati anche dalla nostra esperienza, sono:
1. Mancato Blocco segmentario: l'analgesia ha una efficacia ridotta e permane il dolore.
2. Blocco unilaterale: l'analgesia e' efficace solo da un lato; dall'altro permane il dolore.
3. Impossibilita' di reperire lo spazio peridurale: l'analgesia non puo' essere eseguita.
Le controindicazioni principali alla analgesia in travaglio, documentate in letteratura, sono:
1. Precedenti isterotomie: e' il caso della paziente gia' sottoposta in una precedente gravidanza a taglio cesareo o sottoposta ad intervento chirurgico sull'utero, come in caso di asportazione di fibromi.
2. Terapie in corso con farmaci che riducono la coagulazione del sangue, come ad esempio quelli utilizzati per i casi di patologia venosa agli arti inferiori.
Le possibili influenze sull'andamento del travaglio sono:
1. Transitoria attenuazione dell'intensita' delle contrazioni, che in genere non supera la durata di un'ora.
2. Rallentata progressione in fase espulsiva, con necessita' di intervento operativo (come ad es. una applicazione di ventosa ostetrica): nella nostra casistica il numero di applicazioni di ventosa in peridurale sono circa il triplo rispetto alle gestanti non in analgesia. D'altra parte il ricorso alla peridurale consente spesso la graduale dilatazione di colli uterini rigidi: pertanto, sempre nella nostra casistica, il ricorso al taglio cesareo per rigidita' del collo uterino risulta tre volte minore nelle gravide in peridurale rispetto a quelle senza analgesia.
3. Episodi decelerativi transitori della frequenza cardiaca fetale: si tratta in genere di episodi sporadici senza un evidente significato patologico.
Le possibili complicanze secondarie alla epidurale sono:
1. Ipotensione materna: e' una complicanza frequente che non comporta gravi conseguenze, prevenibile in genere con una adeguata perfusione di liquidi che vengono somministrati alla gravida in flebo prima dell'inizio della analgesia.
2. Lombalgie transitorie benigne: si tratta di modesta dolenzia a livello della colonna vertebrale, nel punto di passaggio del catetere epidurale (tubicino di piccolissimo calibro che viene utilizzato per la somministrazione dell'anestetico locale).
3. Puntura accidentale della dura madre; frequenza: 0.2 - 3.0 % anche nelle mani di un operatore esperto. Comporta la comparsa di una cefalea generalmente a carattere benigno e transitorio della durata di qualche ora o di qualche giorno, che obbliga a letto in posizione supina ed a terapia medica fino alla sua scomparsa.
4. Blocco spinale, con blocco motorio transitorio degli arti inferiori, che regredisce spontaneamente in 1-2 ore. Frequenza: 0.5 %.Non consente la prosecuzione della analgesia.
5. Manifestazioni allergiche all'anestetico locale impiegato; per quanto gravi se si verificano in travaglio sono evenienze estremamente rare se la paziente ha gia' utilizzato lo stesso tipo di anestetico locale, ad esse. per cure dentarie.
6. Ematoma dello spazio epidurale. Frequenza: % . Puo' essere evenienza grave con lesioni neurologiche. E' prevenibile in genere con la verifica, prima del parto, di una normale coagulazione del sangue.
7. Complicanze infettive (meningiti, sepsi generalizzate, ascesso epidurale, aracnoiditi); sono evenienze gravi ma estramente rare (Frequenza: %).